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Ti ricordi di quando mi nascondevi la tua PlayStation
per paura che potessi rovinare i tuoi dati
o di quando giocavamo insieme ovunque
rendevi tutto così reale, così vero
io mi divertivo in quei momenti , c’eri sempre tu
quei pomeriggi di un estate dal sapore infinito
la mia mente fotografava quegli attimi di pura vita
che adesso spesso e volentieri mi fanno male
mi hai insegnato che non si cresce mai davvero
che se si tiene un po’ di quel bambino interiore
la nostra esistenza può essere meno faticosa
mi ricordo anche di quando aspettavo una tua battuta
di quelle focose che ti strappano sempre un sorriso
in famiglia al di fuori di mio padre eri l’unico a saperlo fare
io quella maledetta Playstation l’ho riaccesa
ma stavolta non la nasconderò più
magari aggiungo una sedia affianco a me
se ti senti solo zio, puoi sedere e giocare con me
così almeno staremo soli ma insieme ancora una volta
in una notte dal sapore di eterni bambini
senza più pensieri, senza più paure
io, te e due joystick come ai vecchi tempi
quanto ci costa la morte io non ho mai capito
quello che so è che noi volevamo solo essere felici